Astronavi nell’abisso

Non mi piace lo stile col quale Spinrad ci presenta la storia d’amore tra il Comandante del Vuoto e il suo pilota. Stile che definirei ‘arzigogolato’, ‘barocco’, quasi un ‘metalinguaggio’ dove i periodi, che già utilizzano parole inusuali, sono anche infarciti di termini in una varietà di lingue, dal francese allo spagnolo al tedesco e chissà in quali altre. L’astronave dove si svolge la vicenda è un microcosmo dove l’equipaggio e gli “Onorati Passeggeri” recitano dei ruoli codificati dall’uso, dove ogni deviazione dal corretto comportamento diventa un ‘reato sociale’. Storia che, tolti gli orpelli dello stile, è semplicemente la storia di un amore socialmente disdicevole e delle reazioni che suscita in una microsocietà di vedute ristrette e limitate.
E non è nemmeno divertente.
Astronavi nell’abisso di Norman Spinrad Urania 1434 del 10/3/2002Lun 07 Mag, 2007 07:35

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