Fantascienza, fantasy e fantasie

Fantascienza: un genere letterario che ancora oggi si crede sia rivolto più agli uomini che a noi donne, i soliti luoghi comuni triti e senza fondamento che ci immaginano disinteressate sia perché narra di avventure sia perché tratta temi che presuppongono una certa passione per la Scienza e per la Tecnologia. Non mi sono mai posta il problema di cosa possano trovare di stimolante, interessante e coinvolgente, i rappresentanti dell’altro sesso nel leggere fantascienza; posso provare a spiegarvi cosa ha trovato una ragazza, anzi una ragazzina appena adolescente quando, preso in mano un proibitissimo Urania, trovato nello scaffale più alto e nascosto, cominciò a leggerlo.

Il romanzo in questione poteva essere L’orrenda invasione oppure forse, I signori del Tempo – di tempo ne è passato per ricordarlo bene – ed io, una ragazzina che fino allora aveva avuto il permesso di leggere al massimo qualche romanzo di Verne mi trovai immediatamente, inesorabilmente proiettata in un mondo che sì era il mio, ma assolutamente alieno, al di fuori d’ogni esperienza e al contempo possibile e credibile. Per la prima volta messa di fronte a problemi che mai mi erano passati per il capo, ero affascinata dal poco che capivo, indagatrice e curiosa di quello che mi sembrava oscuro e poco comprensibile; vi si incontravano alieni, astronavi, naufragi spaziali, civiltà che crollavano: Ma che Mondi erano? E da lì la fantasia partiva scatenata: scenari diversi, stelle lontane, viaggi interplanetari e sogni ad occhi aperti. Ecco fatto il virus aveva cominciato ad infettarmi.

Purtroppo non faccio a tempo a leggere tutti i pochi volumetti della libreria che la mamma li fa proditoriamente sparire, sia perché mi distoglievano dallo studio, sia perché secondo lei si trattava di letteratura di serie B; per la mia fame di avventure mi viene concesso Salgari ed io con l’incostanza di quella età mi infatuo di Sandokan!

Passa il tempo, la fantasia scema, la vita si fa avanti con le sue scelte, con i suoi problemi, con le difficoltà, arriva il lavoro, qualche soldino e un giorno all’edicola di una stazione per alleviare la noia di un viaggio in treno compro un Urania. La copertina non mi dice nulla, la parola “fantascienza” ha un che di offensivo quasi, nel parlare di ogni giorno, ma si sa, in treno si legge di tutto… Comincio a leggere: un lampo, un fulmine, il ricordo di un sogno e rimango stregata per la vita, il virus addormentato si risveglia, si attiva, ed io sono innamorata pazza.

Era un’antologia di racconti: Creature note e ignote ed era una rimanenza invenduta…Io preferisco i romanzi, ma il giorno dopo cominciai a saccheggiare le edicole! Da allora non è passata sera che non abbia preso in mano un romanzo, un’antologia, un raccontino, qualsiasi cosa trovassi in edicola col marchio “fantascienza” e questo per molti anni. Certo c’era il meglio e il peggio, ma quella era l’epoca dei Grandi ed io sognavo e imparavo. Molti concetti, molte ipotesi scientifiche, molto ho imparato leggendo Urania, e leggendo altre pubblicazioni, Galassia, Longanesi, Oscar.

Era la stagione feconda di un fiorire di testate in edicola, libri tascabili, dalle copertine stupende, titoli intriganti che promettevano meraviglie e ti facevano sognare anche solo ad averle in borsa, aspettando di arrivare a casa a leggere. Certo, nel corso degli anni, diverse testate erano morte, un bel giorno arrivavi all’edicola, cercavi nel solito angolino e non trovavi più il Pocket, oppure il Galassia, chiedevi leggermente stupita “già terminate le copie?” e scoprivi che la collana era stata chiusa. E tra un racconto o un romanzo di fantascienza ogni tanto faceva capolino qualcosa di diverso, qualcosa che mi riportava alle fiabe che leggevo da bambina: la Fantasy! Ecco là ancora un colpo di fulmine, senza tradire il primo amore, cominciai a leggere Urania Fantasy.

Urania, mi dava conoscenza, sapere, allargava i miei orizzonti e mi stimolava al ragionamento, la Fantasy mi portava nel mondo dei sogni, dell’improbabile, della fiaba. Negli anni ho sempre trovato conforto e relax nella lettura o nella rilettura della buona vecchia fantascienza di allora, mai troppo datata, mai impossibile sempre comprensibile e molto, molto profetica.

Diciamolo chiaramente: la Fantascienza ha immaginato e previsto talmente tante delle invenzioni che oggi ci sembrano cose normali e sempre esistite che si può dire sia stata di stimolo agli inventori ed agli scopritori… Nessuna branca della scienza ne è rimasta immune: dalla medicina all’informatica, dall’ingegneria all’astronautica, alcune applicazioni non avremmo potuto neanche immaginarle se non ce le avessero descritte gli autori di fantascienza molto tempo prima che fossero realizzate: la domotica, la robotica, i cellulari e i computer noi lettori di fantascienza le conoscevamo per averne letto e per averle aspettate e sognate.

Quante altre cose ci aspettiamo che si traducano in realtà! Viaggi nel tempo, teletrasporto, astronavi generazionali, incontri con altri esseri senzienti. Quante ne temiamo, invece, catastrofi naturali, dittature, guerre e malattie; tutto o quasi è stato descritto, narrato e immaginato. Noi lettori di fantascienza siamo un passo avanti rispetto agli altri, abbiamo fantasia e chimere ed utopie da far avverare; siamo fortunati noi: quando si realizzeranno i nostri sogni avremo ancora altri mille sogni in attesa, quando l’uomo atterrerà su Marte noi saremo già proiettati oltre il sistema solare, oltre la nostra galassia, oltre l’infinito.

Doralys 2005

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