E-Doll

Questo pezzo di commento lo stavo scrivendo tra sabato e domenica (quella domenica) dopo aver procrastinato settimane. Avevo bisogno di raccogliere le idee e far sedimentare le sensazioni che il romanzo mi aveva dato quando a inizio dicembre lo avevo letto. Poi domenica mattina Mauro mi ha telefonato e mi ha detto di Ernesto. Ho lasciato il commento, con l’idea di continuare dopo… ‘Dopo’ è passato, poi è passato ancora un ‘dopo’ e poi ancora un altro. Lo posto lo stesso, anche senza rileggerlo così come l’ho lasciato. Non me ne voglia Verso, ma adesso ancora non mi sento di rientrare in fantascienza.

E-DOLL

Recentemente ho conosciuto Francesco Verso e proprio mentre ero nel bel mezzo della lettura del suo romanzo. L’occasione me l’ha data la fiera della piccola editoria di Roma, Più libri, più liberi, dove da un paio di anni gestisco lo stand della Delos Book. Quel pomeriggio eravamo rilassati a chiacchierare, Lanfranco Fabriani ed io, quando s’è presentato Francesco che col suo bel cartellino da operatore professionale con tanto di nome e cognome non poteva passare inosservato. Verso è un tipo che attira immediatamente, affabile e interessante, dopo le presentazioni ci siamo messi a parlare e la conversazione è continuata nei successivi pomeriggi. Abbiamo parlato di tutto un po’, ovviamente sempre restando nella sfera libri-fantascienza-internet e ovviamente molto di E-Doll. Devo confessare che prima di iniziare la lettura del romanzo avevo evitato di leggere i commenti nei vari forum anche se sapevo che il romanzo stava suscitando molte polemiche. Neanche dopo averlo terminato ho letto le discussioni, volevo prima scrivere il mio commentino, poi vedrò cosa ne pensano gli altri. Prima di tutto voglio affermare che il romanzo mi è piaciuto. Riassumo brevemente la trama: la storia parte con il ritrovamento di un cadavere, un essere che ad un primo frettoloso esame sembra essere una squillo di alto bordo e che si rivela un E-Doll; non una persona umana nel senso comune del termine ma una sorta di avatar di un uomo. Uomo, donna, androgino, l’ E-Doll è tutto questo, a seconda dei desideri di chi lo compra o lo affitta per un periodo di tempo. E quanto al suo scopo… il suo scopo è quello di sorridere, di permettere al suo temporaneo partner di vivere le proprie fantasie senza conseguenze perché un E-Doll non può morire veramente. Ad ogni piccola morte il suo corpo meccanico viene ‘vivificato’, la sua mente risvegliata e può continuare a vivere la sua pseudo vita al servizio degli umani. Ma questo particolare E-Doll non potrà più tornare a vivere perché i suoi componenti più importanti sono stati volutamente distrutti. Il compito dell’ispettore Gankin è quello di risolvere il mistero di un omicidio che si rivelerà solo la punta di un iceberg. Ecco quindi uno dei protagonisti, il poliziotto. Coinvolto anche emotivamente in quanto fruitore dei servizi degli/delle E-Doll e forse anche un po’ innamorato di una di esse. Con uno stacco l’autore ci porta poi a conoscere un altro personaggio chiave: Maya, adolescente inquieta e ribelle che adora queste bambole di carne che vede passeggiare per le vie, bellissime e perfette, al punto di voler essere come loro. Nel suo ‘cercare’ la ragazzina incontra Angel, dal sorriso perfetto, a volte femmina, a volte maschio che la prende sotto la sua protezione nella convinzione che lei sia un modello perfezionato e non ancora in commercio da educare e instradare al lavoro.
Per non spoilerare troppo mi fermo qui, non voglio togliere a nessuno il gusto di arrivare a scoprire… l’assassino. Per le voci che mi sono arrivate mi è sembrato di capire che le polemiche sul romanzo siano nate dalla parte esplicitamente sessuale e bdsm. Già, una consistente porzione di E-Doll parla delle performances sessuali della ragazzina e dei suoi idoli. Certo su un Urania non s’era mai letta una cosa del genere! Devo dire che Altieri e Lippi sono stati coraggiosi a premiare Verso e a pubblicarlo proprio in Urania. Però, a mio parere, il tema è stato affrontato con delicatezza, non l’ho trovato mai volgare o fastidioso, la sola sensazione che ho avuto è stata di sorpresa, tutto lì. Sì, vero che può sconvolgere leggere di una ragazzina adolescente che si presta a giochi erotici con compagni di scuola e professori, che si tagliuzza la carne e si procura lividi per sentirsi viva. Può infastidire leggere di bambole di carne che si fanno brutalizzare col sorriso sulle labbra fino a morirne per la gioia di uomini disperatamente soli. Ma è tutto reso con leggerezza, con delicatezza ed è attinente alla storia. Poi il sesso non è il tema del libro, che mi rifiuto di definire erotico. Non lo è il delitto e la sua soluzione: non è un giallo. Più si procede nella lettura più il vero senso della storia si delinea. La ragazzina, Maya, vuole disperatamente essere una E-Doll, si veste come loro, si trucca come loro, sorride come loro e vuole pensare come loro. Un ribaltamento dello stereotipo del robot che si sente uomo, che vuole diventare uomo. Idea originale questa che ha avuto Verso e che ha sviluppato con abilità, non senza mettere come contraltare Angel che invece sta costruendosi una piena coscienza di sé e sta per arrivare a conquistare il libero arbitrio. Alla fine ci chiediamo chi è più umano, Angel, E-Doll che suo malgrado e senza possibilità di rifiutarsi sta pensando come un uomo, o Maya che cerca disperatamente di diventare una bambola di carne, schiava sessuale di uomini soli,

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