Gulliver di Marte

Redatto nelle stile di resoconto/diario di viaggio di un marinaio questo simpatico romanzo di inizio novecento può essere ancora letto con piacere. Gulliver Jones si ritrova all’improvviso su Marte, dopo aver inconsapevolmente attivato un fiabesco mezzo di trasporto. Il Marte di Gulliver è rigoglioso di foreste, popolato da animali mostruosi e mirabili, pericolosi quanto affascinanti come i fiori carnivori che incontra nelle sue peripezie. La decadente razza di marziani accidiosi e imbelli che lo accoglie è solo un pallido ricordo di quella che costruì le città monumentali e che scavò i ‘canali’. Jones, infatuatosi della principessa Heru si getta a capofitto in perigliose avventure per liberarla dai predoni che l’avevano catturata, traversando mezzo continente e addirittura piantando la bandiera USA su un territorio vergine, rivendicandolo per il suo paese. Romanzo d’antan che però si legge facilmente, dove il ‘sense of wonder’ permea ogni singola riga anche se non ci sono astronavi, anche se c’è poca scienza e molta, moltissima avventura.
Gulliver di Marte di Edwin Lester Arnold Classici Urania 282 (Lieutenant Gulliver Jones, His Vacation, 1905)

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