Venti galassie

Abbastanza equilibrata questa antologia, l’unica del 2007 credo, visto che siamo a luglio ed è passato quasi un anno dalla precedente.
Amnesty di Octavia Butler – La sconfitta degli esseri umani ridotti ad animali da compagnia dagli alieni invasori oppure la ricerca di un punto di contatto tra due razze diverse? Finale aperto per questo racconto molto triste, a prima vista senza speranza ma… “Graecia capta ferum victorem cepit” anche se gli extraterrestri non sembrano poi così barbari.
I giorni di nascita di Geoff Ryman affronta l’inusuale tema dell’omosessualità maschile quando nel prossimo futuro per gli uomini sarà possibile curarla e scegliere di essere etero oppure avere gravidanze, il tutto descritto con levità e naturalezza.
Le acque di Meribah grottesco all’inizio, tragico alla fine questo racconto di Tony Ballantyne dove, in una Terra devastata e crudele, Buddy Joe colpevole del crimine di pensare viene tramutato scientemente in qualcosa di non umano. Finale azzeccato.
Ej-Es di Nancy Kress: quanti danni può fare il ‘missionario’ che non capisce l’alieno, l’altro, e cerca di applicare le sue regole a chi ha le proprie.
Quattro romanzi brevi di Joe Haldeman ovvero datemi un incipit e vi scriverò storie diverse. La frase d’inizio è: “Alla fine giunsero a stabilire che nessuno avrebbe dovuto morire, a meno che…” l’immortalità condizionata! Quattro storie raccontate con ironia che strappano un sorriso amaro.
Fattoria con mutante di Charles Stross. Dopo aver letto “Accelerando” una fattoria che se ne va in cerca di un pezzo di terra per stabilircisi non mi fa né caldo né freddo, normale amministrazione in fantascienza.
Gli embrioni del violetto di Angélica Gorodischer. Un pianeta, un naufragio, una spedizione di soccorso. Ma i soccorritori devono fare i conti con i sogni del naufraghi, sogni molto convincenti.
Coyote alla fine dei tempi di Michael Swanwick. Racconto che ricalca lo stile delle storie folkoristiche dei nativi americani. Troppo lontano da me.
Soli offuscati, lune morenti di John Varley. Alieni che non sono poi così innocui come sembrano, collezionisti di ‘cose belle’ dal cosmo appaiono sulla Terra. Titolo quanto mai significativo.
Naufrago di Gene Wolfe. Ancora un racconto tristissimo, metafora forse della Terra morente, della morte dei colori, della morte della bellezza…
Il muro di idrogeno di Gregory Benford un amico mi ha fatto notare come questo racconto sia apparso in forma ridotta, con traduzione diversa e altro titolo – “Vento Cosmico” – su Urania 18 suppl. al 1490 che pure avevo letto: noioso quello e noioso questo, il rimaneggiamento non gli ha giovato affatto.
Il giorno che attraversammo la Transizione di R. de la Casa e P. J. Romero la cosa più leggibile è il titolo.
Non qui a casa mia, ipersaltatori di Cory Doctorow universi paralleli e guai dalle porte di collegamento, però c’è sempre da imparare qualcosa, anche da altri noi stessi…
La notte del tempo di R. Reed leggibile ma non raggiunge nemmeno il buono, l’antologia si sta facendo sempre più scarsa.
Una notte sulla costa dei barbari di Kage Baker qui si risolleva un po’ con un ennesima avventura di Mendoza, l’agente dei Cavalieri del Tempo.
Clinica vitalizia di Nigel Brown. La vecchiaia domani quando protesi e impianti saranno ‘eterni’ e quindi riutilizzabili. Eloise, che sta per per perdere il suo unico contatto col mondo, ritrova un pezzo del suo passato. Racconto carino.
La pazza di Shuttlefield di Allen Steele. Niente di entusiasmante, una ragazza arriva su un pianeta di coloni e superate le prime difficoltà si integra.
Pane e bombe di M. Rickert un insolito dopobomba quasi horror
Il grande gioco di Stephen Baxter mediocre racconto di un episodio di salvataggio
Dossier albertina di Rick Moody …ah, questo con le sue droghe sintetiche di nuova concezione mi ha fatto pensare ad Infect@. Qui le droghe servono a far rivivere i ricordi, a calarsi nel passato fino a istupidirsi. Solo che Infect@ mi è piaciuto e questo racconto non l’ho finito…

L’antologia nel complesso è buona, i racconti vanno dall’ottimo allo scarso, ma questo dipende dai miei gusti. Un appunto che posso fare è il tono generale molto cupo, triste, quasi disperato; sono storie senza un vero lieto fine, alcune molto crude, possibile che i nostri autori vedano il futuro tanto nero?

Venti Galassie Millemondi n. 44

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