La Terra del Sogno

C’era una volta, tanto tanto tempo fa una Strega cattivissima e pasticciona che viveva in un regno dove nessuno si voleva bene. Gli uomini litigavano per una sciocchezza le signore si accapigliavano per un niente, persino i bambini erano disubbidienti e discoli e tutti erano scontenti e tristi. Un bel giorno, mentre camminava per strada, irritata perché la sua scopa-jet aveva deciso di far sciopero, la strega, si chiamava Alys, si scontrò con un ometto dai capelli lanuginosi e dallo strano ed inquietante sorriso. Scartò l’idea di trasformarlo subito in rospo perché prima aveva voglia di prendersi gioco di lui, quindi, con un falso sorriso, si scusò e si mise a chiacchierare con lui.
L’omino era uno scienziato che dopo lunghi anni di studi aveva inventato una macchina che lui chiamava “macchina del nonsò” perché neanche lui aveva avuto il coraggio di provarla e non sapeva cosa facesse. La strega che era anche molto curiosa volle vederla quindi con mille moine si fece accompagnare nel laboratorio del professore. La “macchina del nonosò” assomigliava ad una bicicletta senza ruote con tanti fili e lucine dappertutto e Alys pensò che una bicicletta con qualche piccola modifica magica avrebbe potuto sostituire la sua scopa in sciopero quindi decise di rubarla. Lanciò un sortilegio di morte sul povero inventore, ma si sbagliò e invece di dire – abbaracradà disse abbracadà col risultato che lo scienziato cadde in un sonno profondissimo e lei
ne approfittò per salire sul sellino e pigiare il grande bottone rosso con su scritto VIA.
Immediatamente Alys si trovò in mezzo ad una nebbiona rosa che però si diradò in pochi istanti e quando si guardò intorno vide che era arrivata in un posto bellissimo!
Mentre nel suo mondo il cielo era sempre grigio e la gente triste qui splendeva il sole, i prati erano fioriti di mille margheritine bianche e profumate e c’era un via vai di persone vestite con lunghe tuniche bianche che passeggiavano nei prati sollevati di venti centimetri da terra leggendo libri o conversando amabilmente tra loro.
Alys si avvicinò curiosa e tutti quelli che la videro si affrettarono a circondarla salutandola con calore e dandole il benvenuto nella Terra del Sogno.
In quel posto tutti erano cortesi, si salutavano ogni volta che si incontravano, conversavano di tanti argomenti ed era uno spreco di – per favore – si figuri – grazie – prego, non c’è di che. Alys venne a sapere che la Terra del Sogno era governata da un buon Re che esaudiva tutti i desideri dei suoi sudditi e che aveva un figlio, bellissimo e coraggioso che ogni tanto partiva per combattere draghi e tornava con i tesori che i draghi, come si sa, custodiscono.
Beh, la strega come ho detto era cattivissima e tutto questo miele non le andava giù, stava quasi per strozzarsi! Allora pensò di lanciare un’ incantesimo sul regno felice. Detto fatto cominciò a ripassare tutti quelli che aveva studiato quando era apprendista dell’Arcimago Perfidius e ne trovò uno che faceva al caso suo… un sortilegio di litigiosità che avrebbe fatto accapigliare tutti quei melensi abitanti della Terra del Sogno. Si mise all’opera e con ali di farfalle, code di lucertola e polvere di mummia (tutte cose che aveva nella sua bisaccia) distillò una pozione ambrata alla quale aggiunse un alito di vento e qualche goccia di pioggia del Regno di Sogno; poi recitando una antica formula lanciò nell’aria la pozione che ricadde come pioggia su tutti quanti.
Naturalmente da una strega pasticciona non ci si può aspettare la perfezione, quindi nel recitare la formula che attivava l’incantesimo invece di dire bibidibobidibù aveva detto bidibidobidibù col risultato di rallentare il tempo che ci voleva a far diventare tutti gli abitanti litigiosi e cattivi.
Ma prima o poi il sortilegio avrebbe funzionato.
Mentre Alys passeggiava nei prati vide arrivare un ragazzo alto, dalla fluente chioma bionda, vestito di seta azzurra e con un sorriso da far innamorare… e si innamorò a prima vista. Il principe, perché lui era davvero il figlio del Re la guardò e immediatamente si innamorò anche lui. Non ci furono molte parole tra loro, passeggiarono fino a sera nei prati fioriti e la sera si addormentarono sull’erba profumata guardando le stelle, mano nella mano.
Al mattino Alys si svegliò per prima e aprendo gli occhi vide prima Lui, il suo bel principe e poi si guardò intorno e con orrore vide che l’erba dei prati era avvizzita, gli alberi perdevano le foglie diventate d’improvviso gialle, il cielo era scuro scuro e si sentiva odore di marcio nell’aria.
Ed il peggio era che la gente si stava picchiando di santa ragione, ognuno strillava forte che lui era il più bravo, il più intelligente di tutti e che meritava di essere nominato re, tutti erano diventati litigiosi e sordi alle ragioni degli altri. Anche il suo principe ora era sveglio, ma chissà, forse per aver passato tanto tempo vicino alla strega, non sentiva gli effetti dell’incantesimo, o forse lui era veramente troppo buono per cambiare come avevano fatto tutti gli altri.
Si mise a correre per dividere due litiganti, ma appena divisi quelli se la prendevano con altri due e lui correva dall’uno all’altro cercano di appianare le contese, di far ragionare quegli scalmanati e appena finiva un litigio subito ne iniziavano altri dieci.
Alla fine sconsolato tornò da Alys e messe le mani nei capelli cominciò a piangere disperato perché il suo Regno del Sogno stava pian piano morendo e diventava come tutti gli altri posti.
Allora Alys che forse per aver passato tanto tempo accanto a lui aveva perso la sua cattiveria si rese conto di cosa aveva fatto, lo strinse in un abbraccio e pianse insieme a lui.
Si sa che le streghe non sanno piangere, ma quando raramente accade in un attimo le lacrime trasformano la strega in essere umano, senza più poteri di sorta e annullano tutti gli incantesimi lanciati da essa e… quando le prime due lacrime toccarono il suolo tutto immediatamente si calmò, gli uomini stettero fermi, attoniti, per un pezzo chiedendosi cosa fosse successo, le nubi si diradarono il sole splendette di nuovo e gli uccellini ricominciarono a cantare.
Allora il principe alzò il capo stupito si guardò intorno e con un filo di voce chiese:
È stato un sogno, vero? Solo un sogno!
E lei rispose – Si è solo un sogno, solo un sogno… – salendo sulla “macchina del nonsò” e schiacciando il grande bottone rosso.
Doralys 2006

6 pensieri su “La Terra del Sogno

  1. Anonimo ha detto:

    Ah Doralys il tuo racconto sprigiona tanta tenerezza! Sembra col le prime righe una favoletta, per poi crescere in un racconto profondo!! ah il finale è splendido!! Continua così, mi piace proprio come scrivi!!Ehm a quando il prossimo racconto? Attendo con impazienzaLa gufa

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  2. Anonimo ha detto:

    Anonimo un par di …Imbranato, si, quello si al punto di non riuscire a registrarmi e firmarmi.Sono Free, Strega, e ti ripeto in pubblico quello che ti dicevo prima:io non avrei schiacciato il bottone rosso, alla fine, e mi sarei fermato per sempre lì,però…bello, come tutte le tue cose! Brava! Aggiungevo, e ripeto,che: il mondo ha fame di bontà,amore poesia e di tutte quelle cose belle che tu non gli farai mai mancare! Ancora brava e, naturalmente, alla prossima!Il tuo Freesmo

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  3. Anonimo ha detto:

    Quanta dolcezza Dori, che bello quel mondo. Ma no, non sarei proprio mai riuscita ad andare via, non avrei spinto il bottone rosso.Grazie a te però quel mondo è più vicino …La tua fatina

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  4. Doralys ha detto:

    Grazie ragazzi, ho apprezzato molto i vostri commenti.La strega se ne torna nel suo mondo grigio per cambiarlo e farlo diventare una Terra di Sogno.Oppure si accorge che quello non è il suo posto e lei è ancora troppo diversa dagli altri…

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