L’Amore fa male

Alla luce livida dell’alba la vecchia si alza dal giaciglio di stracci e coperte rosicchiate dal tempo e guarda con indifferenza fuori del buco che chiama finestra e che è appena coperto da un foglio di plexiglass inchiodato al cemento crepato del muro; la neve brilla di una leggera fluorescenza, come succede quando i venti spirano da est, dalle Terre Morte. Infreddolita si rincantuccia accanto alla vecchia stufa di ghisa, unico oggetto prezioso che possiede, e guarda pensierosa intorno cercando qualcosa da bruciare. Nella piccola stanza sono accatastate sedie rotte, assi, rametti, cassette di legno, pezzi di cuoio e legno senza forma, raccolti pazientemente l’estate precedente per bruciarli quando il gelo si sarebbe fatto insopportabile. Lo sguardo le cade su una cassetta tarlata dal coperchio ancora chiuso, con fatica si leva in piedi e presala per un angolo la trascina accanto alla stufa. La donna passa la mano disseccata attorno al bordo e fa scattare la chiusura solleva il coperchio e guarda senza emozione le carte custodite lì da chissà quanti anni. Prende manciate di carta e le infila nella bocca aperta della stufa, poi con un pezzo di legno grosso e pesante fa a pezzi il contenitore gettando tutto insieme alle carte. Si fruga in tasca e trovato l’accendino con attenzione dà fuoco al combustibile pregustando il calore temporaneo che riceverà. Vede un pezzo di carta ingiallita che le è sfuggito e lo raccoglie poi, presa da un impulso inusuale lo avvicina agli occhi acquosi e legge:

“…ti avevo avvisato! Non dirmi che non l’avevo fatto. Te l’ho ripetuto più di una volta ma tu niente, tu non mi hai ascoltato. “Non innamorarti di me” ti dicevo, “l’amore fa male”. E tu che non avevi mai amato prima non sei scappato via da me, no tu mi hai fatto innamorare di te. Ma io conosco l’amore e so quello che accadrà. Quello che è già accaduto. Hai conosciuto i sospiri e i silenzi carichi di parole, hai provato le sensazione più intense proprio all’inizio, proprio la prima volta che ci siamo ‘ascoltati’. Ricordi la prima telefonata? Due minuti col fiato corto senza poter parlare, incapaci di dire una sola parola, con il cuore che alternativamente cercava di uscire dal petto e correre attraverso il niente verso il tuo cuore o si fermava d’improvviso scendendo fino in basso, fino a sentire una tensione sconosciuta giù nel posto dell’amore. E hai conosciuto il volo impazzito di mille farfalline dentro di te, nella pancia e la testa piena di nuvole, hai conosciuto le sensazioni più belle, e ogni volta che chiudevi il telefono hai conosciuto il senso di perdita di un bimbo che resta solo. Adesso sai cosa fa male quando si ama. Fa male terminare una conversazione, restare soli, fa male sentire la mancanza dell’altro anche se sai che è per poco, pochissimo tempo. Fa male sapere che è lontano che non puoi toccarlo, guardarlo negli occhi, sentire il suo odore, il suo calore il suo sapore. Fa male, amore mio, adesso lo sai. Ed hai conosciuto altre sensazioni anima mia… il morso acuto della gelosia. Tu non sapevi cos’è

vero? Sì, certo immaginavi, magari comprendevi ma non ti era mai capitato prima di affrontare questa bestia dai denti aguzzi e dalle unghie affilate. Ed hai cercato di domarla la bestia, ma stai attento, è infida e bastarda e prima o poi tornerà, quando sarai stanco, quando avrai dubbi, quando meno te lo aspetti la gelosia tornerà ad avvelenarti il cuore. I dubbi… chi non ne ha? Ma questi sono diversi, questi fanno male, adesso hai bisogno di rassicurazioni. Sempre. E anche il dubbio è parte dell’amore, amore mio. E posso dirti cosa forse accadrà. Imparerai a modificare e poi a nascondere i tuoi sentimenti e lo farai per amore. Imparerai anche a mentire per amore, a negare di essere geloso, a celare le tue paure, paura di restare solo, paura di lasciare solo l’altro. E ti farà male. Però dolcezza mia, avrai in cambio tutto l’amore che puoi tenere nel tuo cuore, avrai una donna tutta per te, avrai un’amica, una moglie, una sorella. Avrai una puttana e una schiava e sarai l’unico ad avere la chiave del suo cuore. Ti basta per compensare il male che fa amare? Ti basta averla solo da lontano, avere solo la sua voce? Ti basta poterla incontrare, chissà, forse una volta soltanto? Certo la realtà, la fisicità sarà meno coinvolgente delle nostre fantasie, lo sappiamo tutti e due, ma sarà ‘vera’ saremo finalmente di carne e sangue e respiri e lacrime. La nostra storia è bella, amore mio ed è una storia pulita anche se ci sono altre persone accanto a noi, e ancora una volta fa male l’amore, fa male veder soffrire chi ci sta vicino, chi amiamo un po’ o molto. Ti avevo avvisato, ma tu non mi hai dato ascolto. E adesso mi  ami.”

 

Quando finisce di leggere dagli occhi opachi scendono lacrime che non pensava più di poter versare; ricorda come era ‘prima’ forse cinquanta o sessanta anni fa, quando la neve era bianca e non fosforescente, quando amare aveva un senso, quando i sogni erano veri. Accartoccia il pezzo di carta stringendolo forte nel pugno e con rabbia lo scaglia nel piccolo fuoco malato che è tutto il calore che ora può avere.

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