A casa!

Alys torna a casa. Cammina Alys, cammina da giorni e giorni. Il Mondo che l’ha accolta con un sole splendente sta morendo. Nuvole scure viaggiano nel cielo e venti gelidi spazzano le strade e i giardini ormai senza colori. S’è incamminata riluttante, un passo o due e poi si volgeva indietro finché è arrivata al grande portale scintillante che sta per varcare. Si siede a terra mettendosi di lato e lancia alternativamente sguardi al Mondo cercando un accenno di sole e al Portale cercando di bucare la nera cortina che la separa da Casa. Aspetta per molto tempo, sperando ancora di poter restare, che il sole torni a scaldarla che le voci che sente nella testa smettano di sussurrarle “vattene donna, noi non ti vogliamo”. Le voci che si fanno sempre più insistenti e pressanti, voci cariche di insofferenza, voci cattive. Alla fine, dopo un tempo che le sembra piccolo ma che è stato grande, si alza e con passi incerti va verso il portale, si volta per l’ultima volta a guardare il Mondo e poi con un passo è di là.
 
La nebbia nera si dirada lentamente e ai suoi occhi stupiti appare il suo vecchio Mondo, la sua Casa. Qualcosa di terribile è accaduto: il cielo è scuro ma non perché è notte, un sole opaco e grigio, senza calore e senza luce, occhieggia allo zenit; il terreno è polveroso e arido e fuochi dal nero fumo si levano d’intorno ammorbando l’aria che respira. Il vento è una mano ghiacciata che si infila sotto i suoi vestiti mordendole la pelle, nella testa sente lamenti e grida terrorizzate che sembra provengano dalla terra stessa. Nessun segno di vita, né alberi né animali solo desolazione e freddo, solo buio e morte.
 
Si gira di scatto e si ributta attraverso il portale ma… un muro invisibile la fa rimbalzare lontano ben dentro il morto mondo che fu la sua Casa. Si rialza dolorante, piccole pietre aguzze le hanno graffiato la pelle, e torna con cautela al Portale, lo scintillio s’è spento ora e solo la nera forma nebbiosa si intuisce; sta lentamente svanendo imprigionandola là dove si trova, dove non vuole restare. Cerca di nuovo di passare ma ormai il Portale è solo un’idea e intorno a lei resta la desolazione. Si butta a sedere a terra Alys, e abbracciate le ginocchia piega la testa e piange.

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