Pangiallo di Anubis e Dory

per gentile concessione del Trifide

È Dory C1 che parla a nome delle tre Dory Cloni. Siamo state incaricate dalla nostra Originale di scrivere ricette per la tana del suo amico Trifide. Mentre l’Originale si diverte noi qui a faticare come schiave, a cucinare code di Cranach per il Grande Cacciatore, a scrivere ricette e andare in ufficio al posto suo… l’Originale ci ha ordinato così di scrivere la ricetta di quei Pangialli che tanto hanno incuriosito voi sciamannati della UMchat.
Bene ecco come noi cloni abbiamo proceduto:
Dosi:
di tutto 100 gr. : noci, mandorle, nocciole, pinoli, pistacchi, cacao, frutta candita, uva passerina
50 gr. di cioccolata fondente, 1 bicchiere di vino bianco, 1 bicchierino di rum, vaniglia ,q.b.
Preparazione
Dory clone n.2 si tuffò nel traffico romano fino al centro della città, dove da tempo immemorabile una vecchina, da una tana oscura, sgusciava noci e altra frutta secca. Lì fece provvista di noci, mandorle dolci, nocciole, pinoli, pistacchi, uva moscato e zibibbo, nonchè di cioccolata fondente, cacao e per non farci mancare nulla cedro, arancia, fichi, pesche e mandarini canditi.

La Dory clone n. 3 intanto si procurava da un amico cantiniere del rum cubano e vino Moscato di Pantelleria; per non fare brutte figure, naturalmente , magari bisogna assaggiarlo… beh solo assaggiarlo no, giù tre o quattro belle sorsate a gargarozzo.

Portate le provviste a casa, il team di Dory cominciò chi a tritare la frutta secca, chi a tagliare a dadini la frutta candita, chi di nuovo ad assaggiare il vino… (bono!). Nella marmitta intanto bolliva un bicchierino di rum, un bicchiere di vino, cacao, cioccolata ed un poco di olio ex.v. insieme allo zucchero ed alla vaniglia.

Dopo due ore di bollitura nella marmitta rimase una crema densa e profumata, a quel punto le Dory ci buttarono dentro tutto il frutto del loro lavoro e cantando e ridendo (che fine credete abbia fatto il resto del moscato di Pantelleria?) e formarono delle palle, no sfere (palle è brutto) di colore marroncino che misero ad asciugare nel forno a calore dolce per qualche ora.

La mattina dopo i pangialli erano cotti. (e le Dory clone anche, si sono finite anche il rum)


mmmmmmhhhhhhhh, che bontà, ragazzi, fatevi mandare un pangiallo da Dory dopo, ma solo dopo, litigherete con la bilancia ma sarete avvolti da un filtro magico di sapori e sensazioni del paradiso, roba da non credere, parola di Trifide!!!!

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