Allora. Come continuo a ripetere il racconto breve o lungo che sia non mi dà la possibilità di affezionarmi al protagonista, mi lascia quasi sempre con la voglia di averne di più, be’ solo per i buoni racconti, quelli mediocri per fortuna finiscono presto, e la maggior parte delle volte passano come l’acqua corrente e vengono dimenticati in fretta. Ho scritto questi piccoli commenti evitando di fare riassunti della trama e ho dato solo le mie impressioni ‘di pancia’. Devo comunque dire che, nonostante abbia impiegato diversi giorni a leggere questo Millemondi ho trovato che è una buona antologia, con molte idee originali e quando non sono originali sono sviluppate molto bene.
Manuel Soto Ortega, colono di Marte di Paolo Aresi. Primo racconto della antologia, ottimo racconto di come Manuel prenda coscienza di sé e della società in cui vive e lavora. Finale interessante
Fra tutti gli infiniti mondi di Davide Camparsi. Tanto per riequilibrare le cose… Non è nelle mie corde, la storia si perde in spiegazioni che ho skippato allegramente.
Chora di Francesca Cavallero. Confesso che ho lasciato a metà Le Ombre di Morjegrad per incompatibilità ma questo racconto mi ha veramente stupito. La sua capacità affabulatrice, la padronanza della lingua, le descrizioni semplicemente perfette fanno di un racconto di poche pagine un gioiellino.
Colonikon Evangelion di Franci Conforti: Ecco, questo racconto appena finito mi fa dire: ancora, di più, ne voglio ancora. Brava, brava, brava.
Altri soli, altri animali, altri alberi. Un altro mondo di Lorenzo Iacobellis. Vecchia cara space opera, sempre gradita ad una lettrice “aged” come me. E leggendo mi son ricordata di altri Mondi, tipo quello di Andrew il disturbatore o l’imperdibile I Superstiti di Ragnarock.
Non mi dispiacerebbe leggere altro di questa Terra e dei suoi coloni.
La Musa inquietante di Alessandro Montoro. Un altro che mi lascia perplessa. Magari la storia sarebbe anche buona ma non mi piace come scrive l’autore. Dialoghi finti, descrizioni confuse, sospensione dell’incredulità pari a zero. Non avevo letto nulla di suo e non ne provo la voglia. Ma poi il titolo?
Mimes di Maico Morellini. Ennesimo pianeta senziente che ‘colonizza’ i coloni. Ne ho lette altre di storie simili e questa è una di quelle buone, ben scritta e intrigante.
La fattoria perduta di Daniela Piegai. Storia delicatissima e poetica su ingegneria genetica, presa di coscienza di sé, ribellione e autodeterminazione. Molto molto buona.
L’altro confine della notte di Franco Ricciardiello. Questo sì! Vale tutta l’antologia! Accidenti, mentre leggevo non ero seduta in poltrona ma nella foresta di kyplok, tra gli alberi semipietrificati di Terranova a bagnarmi di pioggia mentre i vulcani eruttavano…Grande!
Avery 2DBn di Laura Silvestri. Cupo e triste il racconto di un amore senza futuro in un futuro dove i terrestri hanno perso ogni forma umana e ogni umanità. Le distopie non mi piacciono.
Le nuvole hanno gli occhi di Giampiero Stocco. Dell’autore recentemente ho letto qualcosa che mi è piaciuta molto quindi, piena di aspettative, sono rimasta perplessa per queste nuvole poco convincenti.
Collo di Bottiglia di Silvia Treves: commento difficile, racconto ben scritto, dove via via si scopre la storia della colonia insieme alla protagonista ma… non so non mi ha toccato abbastanza.
Il silenzio del cielo di Alessandro Vietti. Autore che ho apprezzato col suo il Potere e con Real Mars qui mi sembra che stia stretto nel racconto di poche pagine, mi sarebbe piaciuto qualcosa di più consistente e articolato.

Coloni dell’Universo, AA.VV. Mondadori 2023, Millemondi, pagg 432, copertina Franco Brambilla